Reazioni sulle navi dei veleni e i rifiuti tossici scaricati nei mari calabresi arrivano anche dall'Associazione universitaria Ulixes e dal Centro studi regionale “Giuseppe Lazzati” che, attraverso una nota, esprimono parole dure e preoccupate nei confronti, <di quella parte torbida della società, di chi ha la coscienza sporca, che fa parte del muro di gomma e che contribuisce al suo stesso male>.
Non si può giustificare diversamente, secondo le due associazioni, chi continua a effettuare operazioni illegali nel Mediterraneo e la preoccupazione è d'obbligo e le azioni non possono aspettare. Secondo quanto espresso da Ulixes e il Centro studi Lazzati, è necessario che la questione che riguarda il rischio disastro ambientale con conseguenze gravi sulla salute di tutti i calabresi, ma anche di chi nella nostra regione è venuto da altri Paesi, venga discussa a Bruxelles per una cooperazione rafforzata. Bisogna intervenire perché <luoghi turistici incantevoli sono corrosi dalla mano dell'uomo in modo irreversibile>. La preoccupazione delle Associazioni è che l'indifferenza porterà all'isolamento la Calabria.
<La negligenza sui controlli>, è scritto sul comunicato, <ci riporta ai casi di Messina e dell'Abruzzo, dove la criminalità collusa ha messo a rischio la vita di tanti cittadini, diventati vittime innocenti. La magistratura condizionata dovrebbe avere un sussulto morale e c'è la necessità di un coordinamento tra le persone coraggiose che pensano di poter rispondere con una iniezione di trasparenza e di risanamento della vita pubblica all'emergenza di un cancro. Dovremmo considerare il nostro Paese e la nostra regione come un corpo umano su cui stanno aumentando strani nei. La persona consapevole inizierebbe a curarsi al più presto, altrimenti le cellule cancerogene invaderanno tutto il corpo>.