I giovani non sanno di cosa sto parlando ma i più anziani ricorderanno sicuramente i famosi "macchi"
(piccole strisce di terra coltivata vicino al fiume che da località Limena arrivano ai Rialli).
Rubava terra l’impetuoso fiume, con erosione costante e straripanti violenze.
Tremava il contadino e, intanto avanzava timidamente e tenacemente e riprendeva, zolla dopo zolla, la sua umile terra.
Rumoreggiava il fiume, rafforzato delle sue periodiche collere invadenti. Vincitore perenne e prepotente.
Piangeva la montagna sugli orticelli spazzati e sulle miserie callose. Verdeggiava la valle nella sua lotta tra l’uomo ed il suo fiume.
Dorme ora il fiume, come un gigante sfiancato, aspettando la riverente preghiera di un piccolo uomo, estinto con la sua ingenua sfida.
Cespugli indisturbati ricoprono il giaciglio di quello che ormai è solo una leggenda ...e la montagna tace, chiusa nel dolore di preziose lacrime essiccate.
I macchi non esistono più ... sono stati spazzati via dal fiume...
e purtroppo se non ci decidiamo in fretta non esisterà più neppure Pantanolungo, spazzato via non solo dal tempo ma anche dal menefreghismo di molti...
Faccio un appello a tutti coloro che insieme ai ricordi sognano di non far morire
… UN LUOGO CHE CI APPARTIENE …
Franco Conforti
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