Ponte o non ponte, questo è il problema. Più che un dilemma shakespeariano quello sulla costruzione o meno dell'opera che dovrebbe congiungere Reggio Calabria e Messina è, come spesso accade ormai da tempo in Italia, una questione tutta politica.
Favorevoli e contrari si dividono, come due opposti schieramenti di destra e di sinistra, per contendersi il consenso dell'elettorato.
Per il prossimo 19 dicembre, Villa San Giovanni, sarà cornice di una manifestazione promossa dalla rete “No ponte” cui aderiranno in tanti fra associazioni, movimenti a cui ha dato la propria adesione, la stessa Giunta della Regione Calabria e diversi politici contrari alla costruzione dell'opera.
Al di là del politichese la questione è molto importante e riguarda la creazione di una struttura che, per quanto utile, rischia di mettere in secondo piano quella più urgente della messa in sicurezza della rete autostradale.
Ad esempio, i Nopontisti basano le ragioni della loro opposizione sulle speculazioni finanziarie e sul conseguente sfruttamento sfrenato e distruttivo del territorio. Lo stesso movimento ha esposto soluzioni alternative come, ad esempio, la messa in sicurezza del territorio attraverso il risanamento di colline, coste e torrenti (per evitare disastri ambientali come la recente tragedia che ha interessato Messina).
Inoltre, piuttosto che creare una costruzione che andrebbe a indebolire un già martoriato territorio, (un patrimonio paesaggistico e storico che andrebbe tutelato e valorizzato), si dovrebbe investire in direzione di una crescita turistica ed economica.
La valorizzazione della Calabria costituirebbe un riscontro positivo per l'economia regionale e gioverebbe nella politica bipartisan, questo dovrebbero intuirlo gli attori sociali che intendono fare politica nella nostra terra, cercando un'azione lungimirante.
Un esempio, l'ormai tristemente nota situazione autostradale in Calabria sulla Salerno Reggio Calabria che crea serie difficoltà e disagi nei tempi di percorrenza e nella relativa pericolosità della strada. Una questione che, oltre a rappresentare gravi disagi per tutti i calabresi, rimanda una cattiva immagine di questa terra nel resto del paese e in Europa.
La priorità, per i calabresi, è quella di avere una rete autostradale non deficitaria, servirebbe investire in questa direzione, piuttosto, che pensare a infrastrutture imponenti che non risolvono i problemi della regione e dei calabresi.
Sulla decisione dell'Esecutivo regionale di dare pieno sostegno alla manifestazione del 19 dicembre, è arrivato il disappunto da parte dell'onorevole Aurelio Misiti, nei giorni scorsi. Il componente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici alla Camera, attraverso una nota diramata alle agenzie di stampa, ha parlato di una scelta anti meridionalista da parte della Giunta, in quanto il collegamento stabile tra le due sponde non solo risulta indispensabile alla futura città metropolitana dello Stretto, ma e' l'infrastruttura principale nel collegamento ferroviario tra Berlino e Palermo. Questo secondo Misiti.
Una decisione che continua a far discutere ma che nella maggior parte dei cittadini appare come una grande opera inopportuna per una Calabria, che più del ponte sullo Stretto, sentirebbe la necessità di potenziare strade, aeroporti e rete marittima.
di Angela Mendicino
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