Cosenza - svincolo per Sibari
(A3: Km. 51) (min. 30)
Svincolo - Sibari
(SuperS. 534: Km. 22) (ore 1:00) oppure:
Svincolo - Cassano-Sibari
(SuperS. 534 + S. Prov.: Km. 41)* (ore 2:00)
Sibari - Amendolara
(S. S. 106 Radd. + S. 481: Km. 36) (ore 2:00)
Amendolara - Rocca Imperiale
(S. 481 + S. S. 106 Radd. + S. Prov.: Km. 28) (ore 2:00)
Si tratta di un itinerario che, unitamente a vari motivi d'interesse,

presenta però lo svantaggio di toccare l'estremo limite nord-orientale della provincia di Cosenza, che è la più estesa della regione. Ciò, e la mancanza di un percorso alternativo per il ritorno a Cosenza, rendono quest'ultimo defatigante, salvo pernottamento, per cui l'itinerario è consigliabile a chi debba poi dirigersi a nord verso la Basilicata e la Puglia, o ne provenga. E' anche possibile proseguire in direzione centro-nord, riallacciandosi alla A3 tramite la SuperS. 653, ma con un ulteriore percorso mediano (Est-Centro) di circa 90 Km., dal bivio sul fiume Sinni allo svincolo di Lauria Nord.
Si parte, in direzione nord, sull'A3, dalla quale si esce allo svincolo per Sibari, proseguendo sulla SuperS. 534, verso il mare Jonio. Si può deviare, prima di arrivare al bivio della S. S. 106, per
Cassano, passando per Doria/Cassano stazione: una deviazione consigliabile per chi avesse tempo a disposizione, comportando un maggior percorso, fra andata e ritorno, di soli 19 Km. circa.
Cassano Jonio (m. 252, ab. 18.613), già nota sin dal IX secolo a.C. come importante centro longobardo, pretesa patria di S. Eusebio papa (1309), è sede di Vescovado, la cui fondazione risale al secolo VIII. La Cattedrale, ricostruita nel XV secolo su preesistente cripta normanna, con affresco in stile bizantino "S. Biagio" (1500), ha una ricca facciata barocca (vescovo Coppola, 1795) e conserva all'interno interessanti opere marmoree dei sec. XV-XIX, tracce di affreschi del '400 e suppellettile varia: vicino, il campanile (1606). Dominano l'abitato i ruderi del castello (sec. XII), mentre nelle vicinanze sono il Santuario della Madonna della Catena (1620), con tele di Nicola Malinconico (1663-1721), seguace di Luca Giordano, la Grotta di S. Angelo dai ritrovamenti archeologici dell'età neolitica, e le Terme con sorgenti alcaline e sulfuree, molto frequentate per la cura di malattie delle vie respiratorie e dell'epidermide.