Nella piazza principale, Chiesa di S. Maria delle Grazie, con portali in pietra scura (sec. XVII), argenterie barocche e parati sacri con stemmi degli Abati commendatari. Presso l'Abbazia, è il "Museo etnografico e della civiltà contadina". L'artigianato comprende la tessitura di stoffe e tappeti, con una scuola d'arte appositamente impiantata sotto la guida di artigiani armeni, l'oreficeria, e gli scalpellini, la cui tradizione risale addirittura al 1200.

Il 29 marzo ha luogo una singolare processione in costume, simboleggiante la morte e la resurrezione di Cristo. A questo punto, da S. Giovanni si può proseguire ancora più a sud, nella "Sila piccola" (provincia di Catanzaro), oppure tornare indietro, a Cosenza, abbastanza velocemente, utilizzando la Superstrada 107.Se però si ha ancora tempo a disposizione, l'itinerario di ritorno a Cosenza può essere così variato: si torna a Rovale tramite il percorso non fatto all'andata (contrada Ramundo, S. S. 108 Bis, oppure Silvana Mansio, da S. S. 107) e, da Lorica, si prende il bivio per il suggestivo monte Botte Donato (m. 1876).
Riallacciatasi, poi, alla vecchia S. S. 107, in località "Fago del Soldato", si può prendere la Superstrada recante lo stesso numero, per Cosenza, attraverso Spezzano e Celico, centri presilani ricchi di tradizioni.