Chiesa della Riforma - Piazza della Vittoria - Chiesa del Carmine (min. 45);
Via Quattromani - S. Domenico (h 1);
Via Alarico-S.Francesco di Paola-S.Omobono (h 1);
Palazzo Arnone - Chiesa Ss. Stefano e Lorenzo ("S. Gaetano")-Oratorio del Suffragio (h 1);
Via dei Martiri - Convento S. Agostino - Vallone di Rovito (h 1:15).
Non essendo ormai più in funzione la vecchia stazione ferroviaria
(sostituita da una struttura modernissima ma posta nella zona nord-est,
a grande distanza dal centro storico),
in piazza Matteotti, e dalla quale davamo inizio ai nostri itinerari,
converrà dunque portarsi in auto o coi mezzi pubblici al punto di partenza,
Chiesa di S. Maria di Costantinopoli o dei Riformati,
immediatamente a monte della piazza "della Riforma", già V. Emanuele III.
La costruzione, realizzata dal 1607 al 1645, su edificio preesistente,
dai Pricipi Firrao, venne gravemente danneggiata nel 1943 dai bombardamenti aerei:
conserva il superstite portale tufaceo con nell'architrave lo stemma dei Firrao.
Il restauro susseguente agli eventi bellici arieggia lo schema delle chiese toscane quattrocentesche,

modificando quindi l'aspetto originario. L'interno si adornava,
fra l'altro, di un prezioso ciclo,
datato 1704, di tele del fiammingo Guglielmo Borremans (1670-1744):
purtroppo, dei dieci dipinti non rimane che la documentazione fotografica,
essendo andati distrutti nell'incursione, al pari di due busti marmorei dei fondatori principi
Cesare ed Antonio Firrao, dovuti agli scultori carraresi Fernando Landino e Giulio Mencaglia (1646),
e della lapide in marmo ricordante la ricostruzione dei Firrao. Soli superstiti della ricca suppellettile
artistica,un Cocifisso ligneo seicentesco, arieggiante consimili opere di Fra' Umile da Petralia e della
sua scuola(sec.XVI-XVII),ed un ricco armadio intagliato da frà Franceso De Guido (sec. XVII).
Ridiscendendo da piazza della Riforma, lungo corso Umberto, si trova Piazza della Vittoria , con giardini, al centro della quale è posto il monumento ai caduti della guerra 1915-18, opera di scarso rilievo artistico, sebbene imponente, dell'architetto Barillà (1936), mentre parallela al corso Mazzini, ma a valle, è via XXIV Maggio, che anticamente era detta "Via delle Forche Vecchie" poichè in quella zona, e sino al 1830, si esiguivano le condanne capitali.
In questa direzione, si giunge alla Piazza dei Bruzi, ove è il Municipio, quasi di fronte al quale, nella Piazza XX Settembre, si trova la Chiesa di S. Maria del Carmine, con l'annesso edificio un tempo dei Carmelitani, soppresso nel 1783, ed adattato dopo il 1860 ad uffici militari e poi a Caserma dei Carabinieri. La chiesa, povera costruzione del XVI secolo, rifatta nel 1756, è ad unica navata e non offre motivi di particolare interesse, a parte un affresco "Madonna col Bambino"(1553), mentre alcuni dipinti nella volta dovuti (1910) al cosentino Enrico Salfi (1858-1931), discepolo del napoletano Domenico Morelli, sono andati perduti nel corso di malaccorti restauri.