Dal fuoco dei sacrifici antichi si traevano gli auspici. Alla stessa maniera in Calabria si traggono delle conoscenze dal modo in cui arde la fiamma: se il fuoco fa rumore, una persona lontana parla di noi, se una fronda di lauro o di olivo gettata nel fuoco si accartoccia e balza via è segno che si è amati, se la fiamma di una lucerna arde dritta e immobile, il segno è fausto e se in casa una persona è ammalata è segno che guarirà presto, se la fiamma arde diseguale l'auspicio è cattivo. Per conoscere la propria fortuna si usa bruciare della carta e invocare sant'Antonio d'u focu con una cantilena segreta: dal modo in cui la carta arderà e dalla forma che prenderà una volta consumata, si potranno trarre gli auspici. Le foglie e i petali dei fiori sono strumenti di divinazione, essi danno risposta ai dubbi d'amore; dal modo in cui si schiaccerà una foglia di papavero, i ragazzi possono sapere se sono ricambiati nei loro sentimenti. La stessa credenza ci viene tramandata da Teocrito; il capraio innamorato, ma non corrisposto, piange le sue pene d'amore dicendo: «Io mi accorsi, cercando di sapere se m'ami, che non fece scoppio la foglia del papavero schiacciata, ma sul morbido braccio appassita mi restò invano». Insieme alle foglie e ai petali, molte sono le cose della natura che possono essere interpretate come segni e divinazioni. La lucciola (cariola, licemella, colombina) porta l'augurio di un'anima buona, per assicurarsene le grazie i fanciulli usavano correrle dietro promettendo all'animale cibo e cure; «Cariola, scinni e vola. ca ti dugnu pane e ova» cantavano i fanciulli di Longobardi quando scorgevano le lucciole nei prati. Anche nei voli di calabroni e di vesponi c'è il segno del destino, dal modo in cui si aggirano in una stanza è possibile trarre gli auspici. Infausti segni del destino sono i cani neri, considerati fin dal Medioevo personificazioni del demonio; l'ingresso di un simile animale all'interno di una casa era inteso come un presagio assai negativo. Spesso, durante il viaggio di un contadino, di un viandante, capitava di imbattersi in animali e in uomini, i! modo in cui questi si manifestavano al viaggiatore assumeva dei significati ben precisi negli incontri casuali si potevano scorgere i segni del destino, a volte la stessa morte o il diavolo affrontavano il viandante sotto forma di animali o di uno sconosciuto. Durante questi viaggi solitari un uomo, assorto nei propri pensieri, poteva ascoltare una voce, un suono, proveniente da uno spirito che voleva avvisarlo di qualcosa: le voci misteriose provengono dagli dèi o dal mondo delle ombre e alla stessa maniera come Ulisse manda nella notte una preghiera e l'affida a Giove affinché la metta sulla bocca di uno sconosciuto, così anche un uomo mai visto, o un bosco, una montagna, possono trasmettere messaggi provenienti da mondi lontani. Anche le voci misteriose dello scricchiolio di una trave o di un mobile possono essere messaggi degli spettri mandati nel mondo degli uomini per predire una sventura; anche ascoltare un pianto lontano o delle grida sono presagi funesti, mentre i suoni e i canti che porta il vento sono da intendere come segni di felicità.
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