Via Milelli n.18 a Cosenza, sembrerebbe un indirizzo come tanti e invece, è il punto di partenza di un breve viaggio che questa mattina, con mio enorme piacere, ho intrapreso nel salone del Sig. Giannotta Francesco (per gli amici "Mastru Cicciu").
Il Sig. Francesco, mi accoglie nel suo "Antico Salone" datato 1955, anno in cui il professionista della barba e del capello, apre i battenti a tutti i cosentini. Chi vi entra, ha la fortuna di osservare ben 53 anni di storia vissuta, le foto affisse sui muri, sono la testimonianza d'un epoca meravigliosa, quella in cui la professione del barbiere era un'arte, dove gli unici strumenti da lavoro erano pettine, forbici e rasoio. Oggi, tutto è cambiato, per la società moderna basta una macchinetta taglia capelli e il gioco è fatto, si diventa parrucchieri.
L'accoglienza che mostra, quando si varca la soglia dello storico salone, è straordinariamente calorosa, testimonianza di quella Cosenza bene rimasta> intatta nel tempo. E così tra una chiacchiera e l'altra, spuntano fuorianeddoti incredibili, come quando tanti anni fa, il primo taglio di capelli per un bambino, era un evento, il genitore, con orgoglio lo portava a casa per mostrarlo a parenti e amici e andarne fiero.
Comunque lo stesso, mi ha ribadito che volendo raccontare tutti gli anni trascorsi tra le poltrone, ci vorrebbero dei mesi e così mi accontento di sapere che il "maestro" (come mi piace chiamarlo), ha intrapreso la sua professione all'età di 11 anni, quando in Via Rivocati presso un altro salone, ha iniziato il suo cammino, prima con l'apprendistato e poi al momento giusto, ha pensato bene di mettersi in proprio. Due dipendenti, tre poltrone e un via vai costante di persone che dai capelli brillantinati e oliati, passarono ben presto a quelli lunghi, per poi giungere ai giorni nostri con tagli che variano a seconda della moda del momento. Ad un certo punto mi dice che negli anni addietro il barbiere svolgeva anche una seconda professione, quella del confessore, e come tale il compito attribuitogli, era quello di ascoltare le confessioni del cliente, ma allo stesso tempo, di parlare poco, cosa che egli stesso dice di aver fatto sempre con estrema precisione, ma che se le mura potessero parlare, avrebbero da raccontarne di cotte e di crude.
Prima di concludere la nostra chiacchierata, gli chiedo qual'é la cosa più difficile per un bravo barbiere e, con grande sorpresa scopro che è la> barba, il cui segreto mi svela essere una buona insaponatura, fatto ciò la mano ferma e la maestria di chi manovra il rasoio, fanno si che il viso sia liscio e bello da mostrare. A questo punto, il consiglio che do agli amici di Calabria on line, è quello di venirlo a trovare e di ammirare il suo splendido salone, ricco di ricordi, così magari mentre sarete serviti per barba o per capelli, ascolterete con piacere gli aneddoti di una vita trascorsa a servirci e a farci belli.