
Amelio Gianni
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Regista e sceneggiatore, erede del Neorealismo, Gianni Amelio nasce a San Pietro Magisano, in provincia di Catanzaro, nel 1945.
La sua attività cinematografica inizia come spettatore; infatti durante gli studi universitari a Messina - nella facoltà di Filosofia, dove consegue la laurea - comincia ad interessarsi di cinema e organizza proiezioni e dibattiti in diversi circoli culturali, prediligendo le tematiche neorealiste. In quegli anni, entra nella redazione della rivista Giovane Critica, ricoprendo mansioni di critico cinematografico e letterario. Il suo primo maestro putativo è Robert Bresson.
Nel 1965 si trasferisce a Roma, dove lavora fino al 1969 con Gianni Puccini (nei film: "Ballata da un miliardo", "Dove si spara di più", "I sette fratelli Cervi"); ma lo vediamo affiancare anche, in qualità di assistente: Vittorio De Seta (nel film "Un uomo a metà), Anna Gobbi, Andrea Frezza e Liliana Cavani. Contemporaneamente lavora per la televisione: dirige, dal 1967, servizi per diverse rubriche.
Del 1970 è il suo primo prodotto: si tratta de La fine del gioco, il cui protagonista è un bambino rinchiuso in un collegio. Del 1973 è "La città del sole", sulla vita e l'opera di Tommaso Campanella, produzione che vince il gran premio al Festival di Thonon.
Vengono poi il giallo "La morte al lavoro" (1978), vincitore del premio FIPRESCI al Festival di Locarno; ed "Effetti speciali", thriller che vede protagonisti un anziano regista di film dell’orrore ed un giovane cinefilo. Nel 1979, Ameli realizza "Il piccolo Archimede".
Il primo lungometraggio per il cinema sarà "Colpire al cuore", un film sul terrorismo – presentato e apprezzato alla Mostra di Venezia - incentrato sul rapporto tra un padre ed un figlio.
Pochi anni dopo il regista torna con il celebre “I ragazzi di via Panisperna" (1989).
In seguito, Amelio girerà altri film: Porte aperte (1990, dall’omonimo romanzo di Leonardo Sciascia), sulla pena di morte - che gli procura una meritata nomination all’Oscar; Il ladro di bambini (1992, vincitore del gran premio speciale della giuria al Festival di Cannes), la storia del viaggio di un carabiniere che accompagna due fratellini destinati a un orfanotrofio; Lamerica (1994) sul miraggio italiano del popolo albanese; e Così ridevano (1998, Leone d’oro alla Mostra di Venezia) sulla difficile realtà dell'emigrazione, nella Torino Anni 50.
Uno degli ultimi lavori per il cinema è Le chiavi di casa, che affronta il difficile tema dell'handicap fisico.
Tutte queste pellicole lo consacrano autore di valore assoluto e internazionale: ma, nonostante la grande fama, il regista calabrese non ha mai dimenticato le origini e la gavetta che hanno segnato profondamente il suo percorso di autore.
Filmografia
- Undici immigranti (1967)
- Il Campione (1967)
- La Città del sole (1973)
- Bertolucci secondo il cinema (1975)
- Il Piccolo Archimede (1979)
- In cammino (1979)
- Colpire al cuore (1982)
- I Velieri (1983)
- Vocazione (1984)
- Passeggeri (1984)
- Idalina (1984)
- La Squadra del lunedì (1985)
- Camera oscura (1985)
- 6 Mina (1985)
- I Ragazzi di via Panisperna (1988)
- Porte aperte (1990)
- Il Ladro di bambini (1992)
- Il Mercante (1992)
- Lamerica (1994)
- Non è finita la pace, cioè la guerra (1997)
- Così ridevano (1998)
- Le chiavi di casa (2004) |