Barillaro Emilio nasce a San Giovanni di Gerace, (RC) nel 1904. E’ poeta, critico, letterato, storico, scrittore, etnologo, archeologo, Segretario Comunale e avvocato.
Riceve alte onorificenze: ricordiamo quella di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica. E’ socio di numerose Istituzioni Culturali e Scientifiche, Membro di numerose Accademie, italiane e straniere, fra cui l’Accademia cosentina.
Nel 1929, vince il "Premio Bosi" per la Narrativa (1929) e il concorso per la "Canzone Calabrese" (1929). E’ ripetutamente vincitore del Premio Dialettale "Cola Napoli" (Giugno Locrese). Ancora: è vincitore del Premio Medaglia d’Oro del Senato della Repubblica al "Premio Villa San Giovanni" (1964); del Premio "Unione Culturale Calabrese" (1967); del Premio "Pegaso d’Oro" 1972 del "Giugno Locrese"; della targa "Scogliera d’Argento" (1973); e del Premio Medaglia d’Oro del Capo dello Stato al "Premio Villa San Giovanni" 1973.
E’ fondatore e condirettore del periodico di Stampa "La Freccia" e della Casa Editrice "Nossis" (1959). Collabora in numerosi quotidiani e periodici; citiamo, tra questi: la "Rivista di Antropologia", "Studi Meridionali", "Magna Grecia", "Brutium", "Calabria Letteraria".
Ispettore alle antichità e Belle Arti, scopre importanti plessi archeologici in Calabria, fra cui un complesso di ben 25 Necropoli di varia età e civiltà nella Valle del Torbido.
Ricordiamo, tra le sue opere principali: "La Donna Orientale" (Napoli, 1928), "Il Pazzo della Foresta" (Napoli, 1938), "La Canzone Calabrese" (Locri, 1951) , "Problemi Archeologici. Il Porto di Locri Epizefiri" (Corigliano Calabro, 1964), "Una famiglia di Patriotti: i Palermo da Grotteria" (Cosenza, 1966), "Il Mio bel San Giovanni, Lineamenti di Storia Municipale" (S. Giovanni di Gerace, 1968).
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