Lo studio delle tradizioni popolari risale pressappoco alla seconda metà dell’800. Ed in Calabria esso ha avuto un padre nobile in Giovanni De Giacomo che ne è stato un precursore convinto e appassionato.
Nato a Cetraro, nel 1867, egli si diede una vasta formazione classica che gli servì da tramite per i suoi interessi di ricerca; avvertendo come in Italia ed Europa si stesse profilando ormai l’origine d’una nuova scienza che faceva del folklore il suo campo d’indagine. E, pur vivendo in provincia, riuscì a stabilire una serie di contatti con figure eminenti della nuova disciplina che segnarano la sorte del suo futuro di studioso.
Cetraro – Piazza Umberto I nel primo ‘900
Sicché conobbe e fu amico del Padula e del Julia, come pure prese parte agli studi, in Sicilia, del Pitrè. E su consiglio di Graziadio Ascoli, che compilava allora un poderoso “archivio glottologico”, e dell’illustre prof. Hugo Schugardt, dell’Università di Graz, si diede tutto allo studio del folklore e dell’etnografia calabrese.